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	<title>Commenti per CidiPalermo</title>
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	<description>Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti - Palermo</description>
	<lastBuildDate>Sat, 12 Nov 2011 22:28:41 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Commenti su Voltare pagina di Eleonora Aquilini</title>
		<link>http://www.cidipalermo.it/2011/11/08/voltare-pagina/#comment-21</link>
		<dc:creator>Eleonora Aquilini</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 22:28:41 +0000</pubDate>
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		<description>Maurizio, hai perfettamente ragione. Hai scritto quello che penso. Mi chiedo se c&#039;è una via d&#039;uscita. La mancanza di interesse della maggior parte degli insegnanti pesa e pesa tanto. Resta questa scuola così difficile da affrontare tutti i giorni, per tutte le cose che sappiamo. Mi sembra tutte le mattine di andare in miniera con la speranza di trovare tesori che prima vedevo (non so se c&#039;erano veramente). Trovarli o non trovarli, sembra ormai una speranza solo individuale. Non si può rincorrere la gente, ma stare soli a sperare è difficile.
Ti abbraccio
Eleonora</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Maurizio, hai perfettamente ragione. Hai scritto quello che penso. Mi chiedo se c&#8217;è una via d&#8217;uscita. La mancanza di interesse della maggior parte degli insegnanti pesa e pesa tanto. Resta questa scuola così difficile da affrontare tutti i giorni, per tutte le cose che sappiamo. Mi sembra tutte le mattine di andare in miniera con la speranza di trovare tesori che prima vedevo (non so se c&#8217;erano veramente). Trovarli o non trovarli, sembra ormai una speranza solo individuale. Non si può rincorrere la gente, ma stare soli a sperare è difficile.<br />
Ti abbraccio<br />
Eleonora</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Lettera di Maurizio Muraglia a tutti gli iscritti di sylvana di rosa</title>
		<link>http://www.cidipalermo.it/2011/08/29/lettera-di-maurizio-muraglia-a-tutti-gli-iscritti/#comment-17</link>
		<dc:creator>sylvana di rosa</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Aug 2011 15:15:02 +0000</pubDate>
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		<description>perfettamente d&#039;accordo con quanto letto....spero solo che l&#039;opinione pubblica non &quot;creda&quot; nelle notizie date dalla nostra ministra in conferenza stampa oggi...i numeri confondono le menti di chi non è addetto ai lavori...sono nauseata a sentire le solite bugie...tuttavia non perdo le speranza e cercherò di lavorare con lo stesso entusiasma di sempre. buon inizio. silvana</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>perfettamente d&#8217;accordo con quanto letto&#8230;.spero solo che l&#8217;opinione pubblica non &#8220;creda&#8221; nelle notizie date dalla nostra ministra in conferenza stampa oggi&#8230;i numeri confondono le menti di chi non è addetto ai lavori&#8230;sono nauseata a sentire le solite bugie&#8230;tuttavia non perdo le speranza e cercherò di lavorare con lo stesso entusiasma di sempre. buon inizio. silvana</p>
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	</item>
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		<title>Commenti su cronaca da una scuola devastata di Beppe Bagni</title>
		<link>http://www.cidipalermo.it/2011/05/03/cronaca-da-una-scuola-devastata/#comment-13</link>
		<dc:creator>Beppe Bagni</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Jul 2011 22:37:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.cidipalermo.it/?p=253#comment-13</guid>
		<description>Cara Valentina,
mi dispiace di aver letto solo ora il tuo resoconto, Valentina. Mi rendo conto che è tardi per dirti l&#039;emozione che mi hai dato, avrei voluto condividere quel senso di vuoto e di fallimento totale che tu e i tuoi colleghi dovete aver provato quella mattina. È una sensazione che conosco bene lavorando da ventinove anni in un professionale. Una sensazione che ho imparato (ho dovuto imparare) a fronteggiare. Per questo avrei voluto farvi sentire che non eravate soli lì, quella mattina.
Almeno una volta ogni due anni la mia scuola viene allagata o genericamente vandalizzata nelle maniere più gratuite. Sono le tragedie ordinarie (ancora più tragiche, quindi), che spazzano via qualunque illusione che la scuola sia per tutti un luogo sereno. Eppure sono sicuro che siete ripartiti; che superata la rabbia e il senso di frustrazione, la forza dei legami che si intrecciano tra ragazzi, tra ragazzi e professori, tra i professori e i ragazzi e le loro materie, tutte relazioni &quot;passionali&quot;, ha rimesso in moto la vostra scuola.
Sai Valentina, anch&#039;io ho avuto una classe anni fa per la quale mi vestivo meglio del solito: dovevo essere al meglio per dare il meglio. 
La tua scuola il giorno dopo profumava di primavera perché ci sono persone come te che si fanno belle per farla bella. E non sono poche. Sono convinto che gli alunni lo sentono e imparano a vederla bella. Non tutti, certo, c&#039;è sempre chi la soffre, chi vi vede un riflesso orribile di sé. Per questo la brutalizza. Ma resto convinto che ritrovarla dopo pochi giorni sana e salva abbia  fatto piacere anche a loro. 
Grazie ancora per l&#039;emozione del  tuo bellissimo racconto.
Beppe.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Valentina,<br />
mi dispiace di aver letto solo ora il tuo resoconto, Valentina. Mi rendo conto che è tardi per dirti l&#8217;emozione che mi hai dato, avrei voluto condividere quel senso di vuoto e di fallimento totale che tu e i tuoi colleghi dovete aver provato quella mattina. È una sensazione che conosco bene lavorando da ventinove anni in un professionale. Una sensazione che ho imparato (ho dovuto imparare) a fronteggiare. Per questo avrei voluto farvi sentire che non eravate soli lì, quella mattina.<br />
Almeno una volta ogni due anni la mia scuola viene allagata o genericamente vandalizzata nelle maniere più gratuite. Sono le tragedie ordinarie (ancora più tragiche, quindi), che spazzano via qualunque illusione che la scuola sia per tutti un luogo sereno. Eppure sono sicuro che siete ripartiti; che superata la rabbia e il senso di frustrazione, la forza dei legami che si intrecciano tra ragazzi, tra ragazzi e professori, tra i professori e i ragazzi e le loro materie, tutte relazioni &#8220;passionali&#8221;, ha rimesso in moto la vostra scuola.<br />
Sai Valentina, anch&#8217;io ho avuto una classe anni fa per la quale mi vestivo meglio del solito: dovevo essere al meglio per dare il meglio.<br />
La tua scuola il giorno dopo profumava di primavera perché ci sono persone come te che si fanno belle per farla bella. E non sono poche. Sono convinto che gli alunni lo sentono e imparano a vederla bella. Non tutti, certo, c&#8217;è sempre chi la soffre, chi vi vede un riflesso orribile di sé. Per questo la brutalizza. Ma resto convinto che ritrovarla dopo pochi giorni sana e salva abbia  fatto piacere anche a loro.<br />
Grazie ancora per l&#8217;emozione del  tuo bellissimo racconto.<br />
Beppe.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Lettera del presidente Maurizio Muraglia a tutti gli iscritti di Mirella Tagliavia</title>
		<link>http://www.cidipalermo.it/2011/05/01/lettera-del-presidente-maurizio-muraglia-a-tutti-gli-iscritti-2/#comment-12</link>
		<dc:creator>Mirella Tagliavia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 May 2011 17:29:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.cidipalermo.it/?p=248#comment-12</guid>
		<description>Ho notato ultimamente la stanchezza del nostro Presidente, stanchezza che lascia con un gran senso di amaro; ma la voglio pensare come &quot;stanchezza&quot;, quella che probabilmente proviamo un po&#039; tutti, per le cose che ci accadono intorno, e non solo nel mondo della scuola.Il senso di esasperazione e di impotenza oggi è grande,eppure non posso fare a meno di pensare che dobbiamo andare avanti, provare a trovare nuove strade per la didattica e soprattutto motivazione per resistere al continuo tentativo di demolizione della scuola pubblica. Lo dobbiamo ai ragazzi, ai nostri alunni , ma penso che lo dobbiamo anche a noi stessi: altrimenti che facciamo, ci buttiamo da noi stessi nella spazzatura?
E poi diciamoci la verità, ma anche in passato, quanti erano, quanti sono stati gli insegnanti con la voglia di cambiare, di aggiornarsi; troppe volte ho sentito dire a colleghi, nel corso degli anni: &quot;Ma perchè,questo già non lo sappiamo?,ma perchè questo non l&#039;abbiamo sempre fatto?, ma che bisogno c&#039;è,che perdita di tempo&quot;.
Per me il Cidi continua ad essere una boccata di ossigeno, proprio in quei momenti in cui ci si sente più scoraggiati e viene voglia di buttare tutto all&#039;aria... Che dire, speriamo che l&#039;estate porti,col meritato riposo, un po&#039; di ottimismo.
Mirella Tagliavia</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho notato ultimamente la stanchezza del nostro Presidente, stanchezza che lascia con un gran senso di amaro; ma la voglio pensare come &#8220;stanchezza&#8221;, quella che probabilmente proviamo un po&#8217; tutti, per le cose che ci accadono intorno, e non solo nel mondo della scuola.Il senso di esasperazione e di impotenza oggi è grande,eppure non posso fare a meno di pensare che dobbiamo andare avanti, provare a trovare nuove strade per la didattica e soprattutto motivazione per resistere al continuo tentativo di demolizione della scuola pubblica. Lo dobbiamo ai ragazzi, ai nostri alunni , ma penso che lo dobbiamo anche a noi stessi: altrimenti che facciamo, ci buttiamo da noi stessi nella spazzatura?<br />
E poi diciamoci la verità, ma anche in passato, quanti erano, quanti sono stati gli insegnanti con la voglia di cambiare, di aggiornarsi; troppe volte ho sentito dire a colleghi, nel corso degli anni: &#8220;Ma perchè,questo già non lo sappiamo?,ma perchè questo non l&#8217;abbiamo sempre fatto?, ma che bisogno c&#8217;è,che perdita di tempo&#8221;.<br />
Per me il Cidi continua ad essere una boccata di ossigeno, proprio in quei momenti in cui ci si sente più scoraggiati e viene voglia di buttare tutto all&#8217;aria&#8230; Che dire, speriamo che l&#8217;estate porti,col meritato riposo, un po&#8217; di ottimismo.<br />
Mirella Tagliavia</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su cronaca da una scuola devastata di adriana arcuri</title>
		<link>http://www.cidipalermo.it/2011/05/03/cronaca-da-una-scuola-devastata/#comment-11</link>
		<dc:creator>adriana arcuri</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 May 2011 11:13:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.cidipalermo.it/?p=253#comment-11</guid>
		<description>So qual è l&#039;atmosfera che si respira alla Grgorio Russo e capisco bene che cosa deve aver significato per tutti questa terribile esperienza. 
Sono vicina con affetto ai colleghi e alla preside, e so che non molleranno, a dispetto della ministra e di tutto il resto.
Adriana Arcuri</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>So qual è l&#8217;atmosfera che si respira alla Grgorio Russo e capisco bene che cosa deve aver significato per tutti questa terribile esperienza.<br />
Sono vicina con affetto ai colleghi e alla preside, e so che non molleranno, a dispetto della ministra e di tutto il resto.<br />
Adriana Arcuri</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Lettera del presidente Maurizio Muraglia a tutti gli iscritti di Antonella</title>
		<link>http://www.cidipalermo.it/2011/05/01/lettera-del-presidente-maurizio-muraglia-a-tutti-gli-iscritti-2/#comment-10</link>
		<dc:creator>Antonella</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 May 2011 07:15:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.cidipalermo.it/?p=248#comment-10</guid>
		<description>L&#039;analisi chiara e realistica di Maurizio,che condivido soltanto in parte, non nego che mi ha fatto,comunque riflettere.
E&#039; palese la necessità di un rinnovamento a 360 gradi!Vedo un futuro per la nostra associazione, soltanto se saprà guardare ,la realtà di sempre con &quot;occhi nuovi&quot;,c&#039;è un maggiore bisogno di &quot;contaminazione&quot;perchè evidentemente ai colleghi il tipo di discorso che mandiamo avanti non interessa più.
Non parlerò in questa sede,della mia idea di scuola ,per il futuro,poichè ,la vastità dell&#039;argomento richiede molto tempo e spazio.
C&#039;è comunque,tanto bisogno di &quot;imparare ad imparare&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;analisi chiara e realistica di Maurizio,che condivido soltanto in parte, non nego che mi ha fatto,comunque riflettere.<br />
E&#8217; palese la necessità di un rinnovamento a 360 gradi!Vedo un futuro per la nostra associazione, soltanto se saprà guardare ,la realtà di sempre con &#8220;occhi nuovi&#8221;,c&#8217;è un maggiore bisogno di &#8220;contaminazione&#8221;perchè evidentemente ai colleghi il tipo di discorso che mandiamo avanti non interessa più.<br />
Non parlerò in questa sede,della mia idea di scuola ,per il futuro,poichè ,la vastità dell&#8217;argomento richiede molto tempo e spazio.<br />
C&#8217;è comunque,tanto bisogno di &#8220;imparare ad imparare&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Lettera del presidente Maurizio Muraglia a tutti gli iscritti di Carlo Columba</title>
		<link>http://www.cidipalermo.it/2011/05/01/lettera-del-presidente-maurizio-muraglia-a-tutti-gli-iscritti-2/#comment-9</link>
		<dc:creator>Carlo Columba</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 May 2011 14:57:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.cidipalermo.it/?p=248#comment-9</guid>
		<description>Questo intervento fa molto pensare, mi sembra disperante e mi provoca un sussulto. Credo sia necessario che tutti noi soci del Cidi si commenti questo intervento di Maurizio, ognuno dicendo cosa ne pensa ed esprimendo la sua personale visione per il prossimo futuro della scuola e dell&#039;associazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Questo intervento fa molto pensare, mi sembra disperante e mi provoca un sussulto. Credo sia necessario che tutti noi soci del Cidi si commenti questo intervento di Maurizio, ognuno dicendo cosa ne pensa ed esprimendo la sua personale visione per il prossimo futuro della scuola e dell&#8217;associazione.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Il CIDI in piazza di Marina Di Giorgi</title>
		<link>http://www.cidipalermo.it/2011/03/13/il-cidi-in-piazza/#comment-8</link>
		<dc:creator>Marina Di Giorgi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Mar 2011 17:40:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.cidipalermo.it/?p=204#comment-8</guid>
		<description>Cari amici, condivido con voi quanto ho espresso in una lettera pubblicata su &quot;Avvenire&quot;, su &quot;CNTN&quot;  e su altre riviste di ispirazione cattolica su questo tema. 
■Ho frequentato una scuola statale da studentessa: lì lavorava don Pino Puglisi, un uomo che insegnava ai suoi alunni, anche a quelli che non lo erano, a Brancaccio, a bambini, a “piccirè”, a “scugnizzi”, ad adolescenti, a &quot;disobbedire&quot; ai propri genitori, quando ti mandavano sulla strada a rubare ... A gettare le armi e a prendere in mano un libro. A cercare una dignità diversa. Un uomo che insegnava ai suoi alunni liceali a cantare &quot;Su ali d&#039;aquila&quot; ... Un uomo piccolo piccolo, ma con il cuore da gigante ... Un uomo che insegnava ai suoi studenti a guardare oltre le pareti ovattate delle proprie case, a guardare LA STRADA ... Che insegnava ai suoi allievi a donare il proprio tempo a quei bambini più sfortunati ... Un uomo dal profilo esile, talmente discreto, che di lui ci siamo accorti solo dopo che lo hanno ucciso ... Un uomo che poi, conoscendo l&#039;ideale di don Bosco, in un&#039;altra splendida scuola, pubblica, non statale, dove mi sono ritrovata a lavorare per un bel po&#039;, mi ha ricordato lui, anzi, ponendoli a confronto, mi ha richiamato proprio l&#039;attuazione dell&#039;ideale di don Bosco .... Un cerchio, che lega l&#039;una e l&#039;altra realtà, pubbliche entrambe, amiche, non rivali, “se” e “dove” c’è serietà e passione, unite insieme verso un progetto unico, volto all&#039;educazione e alla formazione integrale della persona. Un progetto, un sodalizio che, però, oggi, troppo spesso, viene oscurato dalla banalizzazione gratuita dei contenuti, dal chiudere gli occhi davanti al bisogno primario di FONDI ED ENERGIE che la scuola statale  attualmente più che mai ha, con locali fatiscenti, con aule strutture inadeguate, dove gli alunni, trenta e passa, stanno spesso stipati, al di là di ogni tutela della “pubblica sicurezza”, dove migliaia di insegnanti validi svolgono con orgoglio e passione il loro ruolo ( e, diciamolo, di ruolo tantissimi vorrebbero, con permesso, passarci, avendo tutte le carte in regola per farlo!). Aule dove desideriamo continuare a specchiarci nel sorriso, a volte irridente, a volte gioioso, a volte perplesso, dei nostri allievi,  guardando a loro come “uomini e donne” del domani, non stile “reality”, ma autentici. Scuole dove possiamo sognarli come persone libere, dallo sguardo consapevole verso se stessi e verso gli altri, capaci di dire un “sì” e di dire un “no”, non perché qualcuno ti ha blandito la coscienza, ma perché tu, dopo aver lavorato su te stesso, dopo aver pensato, riflettuto, argomentato e dibattuto posizioni e opinioni anche opposte e divergenti dal punto di partenza, te ne sei formato uno tuo di pensiero, personale, nel rispetto dell’Altro, e di questo, del tuo pensiero, libero da costrizioni, fiorito come un miracolo, come una luce e un’energia nella tua coscienza, ne sei CONVINTO!
■Questo è stato anche il sogno di padre Pino Puglisi, “umile operaio della vigna del Signore” e di una scuola pubblica e … statale! 
■Dove ben venga insegnata a tutti, dal figlio dell’ operaio al figlio del medico, la &quot;SANTA DISOBBEDIENZA&quot;! E dove amiamo rimboccarci le maniche e sbracciarci, nel silenzio e nell&#039;oblio della dimenticanza, per provare a seminare un seme che, prima o poi, forse, fiorira’ …
Marina Di Giorgi, insegnante al liceo classico pubblico e statale a Palermo

 

CFR.http://avvenire.ita.chsrv05.newsmemory.com/publink.php?shareid=28ba09478</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cari amici, condivido con voi quanto ho espresso in una lettera pubblicata su &#8220;Avvenire&#8221;, su &#8220;CNTN&#8221;  e su altre riviste di ispirazione cattolica su questo tema.<br />
■Ho frequentato una scuola statale da studentessa: lì lavorava don Pino Puglisi, un uomo che insegnava ai suoi alunni, anche a quelli che non lo erano, a Brancaccio, a bambini, a “piccirè”, a “scugnizzi”, ad adolescenti, a &#8220;disobbedire&#8221; ai propri genitori, quando ti mandavano sulla strada a rubare &#8230; A gettare le armi e a prendere in mano un libro. A cercare una dignità diversa. Un uomo che insegnava ai suoi alunni liceali a cantare &#8220;Su ali d&#8217;aquila&#8221; &#8230; Un uomo piccolo piccolo, ma con il cuore da gigante &#8230; Un uomo che insegnava ai suoi studenti a guardare oltre le pareti ovattate delle proprie case, a guardare LA STRADA &#8230; Che insegnava ai suoi allievi a donare il proprio tempo a quei bambini più sfortunati &#8230; Un uomo dal profilo esile, talmente discreto, che di lui ci siamo accorti solo dopo che lo hanno ucciso &#8230; Un uomo che poi, conoscendo l&#8217;ideale di don Bosco, in un&#8217;altra splendida scuola, pubblica, non statale, dove mi sono ritrovata a lavorare per un bel po&#8217;, mi ha ricordato lui, anzi, ponendoli a confronto, mi ha richiamato proprio l&#8217;attuazione dell&#8217;ideale di don Bosco &#8230;. Un cerchio, che lega l&#8217;una e l&#8217;altra realtà, pubbliche entrambe, amiche, non rivali, “se” e “dove” c’è serietà e passione, unite insieme verso un progetto unico, volto all&#8217;educazione e alla formazione integrale della persona. Un progetto, un sodalizio che, però, oggi, troppo spesso, viene oscurato dalla banalizzazione gratuita dei contenuti, dal chiudere gli occhi davanti al bisogno primario di FONDI ED ENERGIE che la scuola statale  attualmente più che mai ha, con locali fatiscenti, con aule strutture inadeguate, dove gli alunni, trenta e passa, stanno spesso stipati, al di là di ogni tutela della “pubblica sicurezza”, dove migliaia di insegnanti validi svolgono con orgoglio e passione il loro ruolo ( e, diciamolo, di ruolo tantissimi vorrebbero, con permesso, passarci, avendo tutte le carte in regola per farlo!). Aule dove desideriamo continuare a specchiarci nel sorriso, a volte irridente, a volte gioioso, a volte perplesso, dei nostri allievi,  guardando a loro come “uomini e donne” del domani, non stile “reality”, ma autentici. Scuole dove possiamo sognarli come persone libere, dallo sguardo consapevole verso se stessi e verso gli altri, capaci di dire un “sì” e di dire un “no”, non perché qualcuno ti ha blandito la coscienza, ma perché tu, dopo aver lavorato su te stesso, dopo aver pensato, riflettuto, argomentato e dibattuto posizioni e opinioni anche opposte e divergenti dal punto di partenza, te ne sei formato uno tuo di pensiero, personale, nel rispetto dell’Altro, e di questo, del tuo pensiero, libero da costrizioni, fiorito come un miracolo, come una luce e un’energia nella tua coscienza, ne sei CONVINTO!<br />
■Questo è stato anche il sogno di padre Pino Puglisi, “umile operaio della vigna del Signore” e di una scuola pubblica e … statale!<br />
■Dove ben venga insegnata a tutti, dal figlio dell’ operaio al figlio del medico, la &#8220;SANTA DISOBBEDIENZA&#8221;! E dove amiamo rimboccarci le maniche e sbracciarci, nel silenzio e nell&#8217;oblio della dimenticanza, per provare a seminare un seme che, prima o poi, forse, fiorira’ …<br />
Marina Di Giorgi, insegnante al liceo classico pubblico e statale a Palermo</p>
<p>CFR.http://avvenire.ita.chsrv05.newsmemory.com/publink.php?shareid=28ba09478</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La scuola non è la famiglia di Maurizio Muraglia</title>
		<link>http://www.cidipalermo.it/2011/03/07/la-scuola-non-e-la-famiglia/#comment-7</link>
		<dc:creator>Maurizio Muraglia</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 10:49:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.cidipalermo.it/?p=193#comment-7</guid>
		<description>12 marzo Piazza Verdi ore 16,30.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>12 marzo Piazza Verdi ore 16,30.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su La scuola non è la famiglia di ALessandro</title>
		<link>http://www.cidipalermo.it/2011/03/07/la-scuola-non-e-la-famiglia/#comment-6</link>
		<dc:creator>ALessandro</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Mar 2011 18:18:30 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.cidipalermo.it/?p=193#comment-6</guid>
		<description>ma dove sara&#039; la manifestazione? grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ma dove sara&#8217; la manifestazione? grazie</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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