Ogni alunno merita la scuola

Desta grande preoccupazione e amarezza la notizia del diffondersi dei test d’ingresso alle scuole
superiori.
Evidentemente cresce il numero di coloro che pensano di sostituire in Costituzione il diritto allo
studio con il dovere di aver studiato, visto che lo si ritiene la condizione per accedervi.
Così facendo, all’obbligo d’istruzione valido per tutti non corrisponde più quello speculare della
scuola, di istruire tutti secondo i propri interessi, ma solo quella parte che se lo merita.
Paghiamo le conseguenze del dilagare di una pessima idea di merito, usata ipocritamente come
necessità di selezione in entrata, in luogo di quella costituzionale, di garanzia del raggiungimento
dei più alti livelli d’istruzione in uscita, a chiunque lo meriti.
Di nuovo un principio di “promozione” viene stravolto in un principio di esclusione.
Ma il punto è che tutti i nostri giovani “meritano” la scuola; una scuola che sappia accompagnare
tutti verso i più alti livelli possibili per ciascuno.
E non si dica che chi non passa il test può comunque sistemarsi in altre scuole: ogni selezione è
un elemento di omologazione che pone il simile accanto al simile.
Non possiamo tornare alla scuola dei fuchi aristocratici e delle api operaie: deve passare la
consapevolezza che la diversità di chi apprende, al pari di quella dei modi di apprendere, sono la
ricchezza della scuola e la sua principale risorsa.
Senza dimenticare che la scuola con gli alunni più bravi è la stessa nella quale tutti gli alunni
diventano più bravi.
Giuseppe Bagni
presidente nazionale del CIDI

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