Lettera del presidente Maurizio Muraglia a tutti gli iscritti

Carissime e carissimi iscritti al CIDI,

a guardare le news dei siti sulla scuola c’è da rattristarsi. E’ tutto un pullulare di adempimenti, che richiedono massicce mobilitazioni professionali su adozioni, su Invalsi, sulla certificazione delle competenze. C’è tutto un fornire chiarimenti sulle regole e sulle deroghe alle regole, ad esempio sul tetto massimo delle assenze degli studenti, sempre nella speranza che tutto fili liscio e che le carriere degli alunni statali non vengano inopinatamente sopravanzate da quelle dei superpresenti alunni delle private…. Oppure ci si imbatte nei problemi dei precari e nelle loro graduatorie a pettine, con tutto il corredo di iniziative sindacali a sostegno degli scioperi di questi giorni. Fatevi un’idea delle priorità della scuola, dopo aver preso un digestivo, leggendovi l’intervento di Stefano Stefanel su http://www.scuolaoggi.org/archivio/conflitto_permanente.

Che dire? Il dibattito interno alle scuole attorno alle “cose”, quelle cose per le quali esistono quelli che imparano e quelli che insegnano, e tutta l’organizzazione che ruota attorno ad essi, langue miseramente. Prevale la routine che esalta l’insegnante impiegato e burocrate sull’insegnante intellettuale ed educatore. Questo è il proscenio, con il de profundis progressivo sulla scuola pubblica dello Stato, chiamata alla Severità, al Rigore, alla Serietà e al Merito con le pezze sul deretano. Sulle questioni del merito avete letto, se ne avete avuto voglia e tempo, le ultime mie riflessioni pubblicate da Chichibìo.

Qua e là, in qualche sito, all’interno di qualche realtà associativa o di qualche casa editrice, si scorge una riflessione, un tentativo di elaborazione sul sapere della scuola. Fatti di nicchia, che certamente non incidono sulla cultura della scuola.

Neppure il CIDI, scusando il gioco di parole, incide più di tanto. Ed è forse giunto il momento di prendere atto degli eventi. L’iniziativa sul sapere della scuola del 14 aprile scorso ha fatto registrare 30 presenze. La sproporzione tra lo sforzo ideativo e organizzativo, tutto su base volontaria, e la realizzazione del seminario fa pensare. Ci fa pensare. La formazione e l’aggiornamento degli insegnanti non interessano più nessuno. O meglio, interessano pochissimi. Viene meno la domanda che giustifica l’esistenza dell’associazionismo professionale mentre sale più forte la domanda che giustifica l’esistenza del sindacato. Questi sono i tempi.

Ho sensibilizzato il Direttivo affinché avvii insieme con me una fase di profondo ripensamento della nostra ragione di presenza anche alla luce del sempre crescente ruolo della rete nei processi di formazione in servizio. E da questo punto di vista l’implementazione del nostro sito è un punto di forza innegabile. Sul fronte delle iniziative, per quest’anno, a parte le comunicazioni telematiche e le news, la nostra attività cessa. Ciascuno di noi è boccheggiante per la mole di lavoro che l’attività scolastica richiede e si avvia verso la chiusura dell’anno scolastico. Un cidino vero fa scuola in un certo modo e paradossalmente la scuola finisce per togliergli tutto il tempo, anche quello per il CIDI stesso, che magari è stato all’origine di un certo percorso professionale. Ma è bene così. Prima vengono i ragazzi.

Personalmente sono annichilito dallo straripamento dell’ansia misurativa, certificativa, valutativa, regolativa e repressiva di un Ministero che non ha fin qui prodotto uno straccio di documento per fare avanzare di un passo la cultura della scuola. Sono annichilito da pensatori come la professoressa Mastrocola che continuano a raccontarci l’imbarbarimento dei nostri studenti dall’alto della loro torre d’avorio. E vendono! Sono annichilito da colloqui con le famiglie condotti sul registro del “suo figlio ha ancora cinque e non arriva alla sufficienza” (sì, proprio lui che non ci arriva e proprio lei che è lì ad aspettarlo, e l’insegnante che attende da spettatore questo incontro…). Sono annichilito dalla valanga di parole che inonda le circolari ministeriali e le scimmiottanti circolari interne alle scuole e che non contengono alcun significato. Puro burocratese. Qualcuno ha capito cosa dovrebbe fare un D-I-P-A-R-T-I-M-E-N-T-O? Cosa si dovrebbe C-E-R-T-I-F-I-C-A-R-E? Quali A-P-P-R-E-N-D-I-M-E-N-T-I dovrebbe rilevare Invalsi? Quale C-O-N-D-O-T-T-A dovrebbe fare media (orrore!) con gli apprendimenti a fine anno?

Non si vede all’orizzonte possibilità di un qualsivoglia colpo di coda. Noi del CIDI ci abbiamo provato, negli ultimi anni, a invertire il trend e la locandina dell’iniziativa del 14 aprile parlava di una vera e propria “obiezione di coscienza” al trionfo becero dei contenuti e del nozionismo. Ma quei 30 presenti possono soltanto tenere in mano un bel cerino. Abbiamo avuto le folle solo quando c’era da rispettare un adempimento e c’era sete di informazioni (le Indicazioni Fioroni, i debiti, i voti numerici nel primo ciclo). Per l’emergenza. L’ordinario del nostro lavoro interessa molto di meno. In fondo, forse, è sempre stato così. Ricordo le folle alle nostre iniziative anche alla metà degli anni Novanta, quando un attestato di aggiornamento faceva aumentare i punti, e con i punti la carriera. Scommetto che ci andassero anche la Mastrocola e Lodoli, quelli che non possono spiegare il neoclassicismo agli sfigati delle borgate romane. Da noi nelle borgate distruggono le scuole, altro che neoclassicismo. Da noi nelle borgate la scuola deve sopravvivere al territorio che la ospita come un inquilino fastidioso.

3 comments for “Lettera del presidente Maurizio Muraglia a tutti gli iscritti

  1. 02/05/2011 at 15:57

    Questo intervento fa molto pensare, mi sembra disperante e mi provoca un sussulto. Credo sia necessario che tutti noi soci del Cidi si commenti questo intervento di Maurizio, ognuno dicendo cosa ne pensa ed esprimendo la sua personale visione per il prossimo futuro della scuola e dell’associazione.

  2. 05/05/2011 at 08:15

    L’analisi chiara e realistica di Maurizio,che condivido soltanto in parte, non nego che mi ha fatto,comunque riflettere.
    E’ palese la necessità di un rinnovamento a 360 gradi!Vedo un futuro per la nostra associazione, soltanto se saprà guardare ,la realtà di sempre con “occhi nuovi”,c’è un maggiore bisogno di “contaminazione”perchè evidentemente ai colleghi il tipo di discorso che mandiamo avanti non interessa più.
    Non parlerò in questa sede,della mia idea di scuola ,per il futuro,poichè ,la vastità dell’argomento richiede molto tempo e spazio.
    C’è comunque,tanto bisogno di “imparare ad imparare”.

  3. Mirella Tagliavia
    09/05/2011 at 18:29

    Ho notato ultimamente la stanchezza del nostro Presidente, stanchezza che lascia con un gran senso di amaro; ma la voglio pensare come “stanchezza”, quella che probabilmente proviamo un po’ tutti, per le cose che ci accadono intorno, e non solo nel mondo della scuola.Il senso di esasperazione e di impotenza oggi è grande,eppure non posso fare a meno di pensare che dobbiamo andare avanti, provare a trovare nuove strade per la didattica e soprattutto motivazione per resistere al continuo tentativo di demolizione della scuola pubblica. Lo dobbiamo ai ragazzi, ai nostri alunni , ma penso che lo dobbiamo anche a noi stessi: altrimenti che facciamo, ci buttiamo da noi stessi nella spazzatura?
    E poi diciamoci la verità, ma anche in passato, quanti erano, quanti sono stati gli insegnanti con la voglia di cambiare, di aggiornarsi; troppe volte ho sentito dire a colleghi, nel corso degli anni: “Ma perchè,questo già non lo sappiamo?,ma perchè questo non l’abbiamo sempre fatto?, ma che bisogno c’è,che perdita di tempo”.
    Per me il Cidi continua ad essere una boccata di ossigeno, proprio in quei momenti in cui ci si sente più scoraggiati e viene voglia di buttare tutto all’aria… Che dire, speriamo che l’estate porti,col meritato riposo, un po’ di ottimismo.
    Mirella Tagliavia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *