Dove sei arrivato col programma?

Si è tenuto ieri, alla Piazzi di Via Rutelli, il seminario dal titolo “Dove sei arrivato col programma?”

La frase è di quelle che spesso si sentono per i corridoi delle scuole e nelle sale docenti e denota la permanenza di una cultura professionale legata a schemi ormai da tempo obsoleti. Sul perchè di questa permanenza ci siamo interrogati grazie ai contributi di Maurizio Muraglia, Maria Teresa Sarpi e di Leopoldo Ceraulo (vedi locandina). E’ venuto purtroppo a mancare per cause di forza maggiore l’intervento di Berta Martini: ci auguriamo di poterla quanto prima ospitare in una prossima occasione.

Difficile qui sintetizzare un pomeriggio denso di significative riflessioni, mi limito solo a qualche cenno. Maurizio Muraglia ha centrato il suo intervento sulla proposizione di una nuova visione della cultura della scuola: di fronte alla contemporaneità e spesso contrapposizione della cultura di elite e della cultura di massa, la scuola deve sapersi fare mediatrice e portatrice di senso. Non più dicotomie e distinzioni di livello tra differenti culture, ma processi che conducano gli alunni alla costruzione del senso attraverso la cerazione delle connessioni tra i vari saperi, tra i vari oggetti del sapere. La cultura vista come rete delle interazioni tra i saperi.

Maria Teresa Sarpi ha insistito sull’idea di scuola come comunità: di ricerca, di pratica, di apprendimento. Una comunità che è costretta continuamente ad imparare dalla propria ricerca operativa, dai risultati delle pratiche didattiche, una comunità capace di proporre sempre nuovi momenti formativi ai docenti. In una tale comunità, ormai anche a livello europeo definitivamente orientata verso le competenze, diventa una contrapposizione in termini continuare a pensare e a proporre il “programma”. Non può esistere un programma per le competenze.

Leopoldo Ceraulo ha argutamente parlato della sua lunga esperienza prima di docente e poi di preside, esperienza che gli consente di mettere in evidenza un grande  numero di criticità sia del “sistema scuola” sia della professionalità docente. Per entrambi i temi è possibile sollevare motivi di grande preoccupazione, primo tra tutti quello legato alla attuale disaffezione dei docenti nei confronti dell’aggiornamento in servizio.

Queste le foto del seminario:

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