A scuola di Costituzione

gennaio 29, 2012 in Attività associazione, Segnalazioni by Carlo Columba

“Inoltriamo il seguente messaggio con relativi allegati da parte del CIDI nazionale”.

Cara/o collega

il concorso “A scuola di Costituzione” che il Cidi organizza insieme con L’Associazione Nazionale Magistrati e con la Fondazione Lelio e Lisli Basso-Issoco, e che quest’anno ha ricevuto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è arrivato all’ottava edizione.

I lavori delle scuole saranno selezionati da una giuria prestigiosa: Giuseppe Bagni, Carlo Bernardini, Gherardo Colombo, Tullio De Mauro, Paul Ginsborg, Rosamaria Maggio, Elena Paciotti, Luca Palamara, Maria Piscitelli, Sandro Provvisionato, Anna Sarfatti, Ermanno Testa

Per l’anno scolastico 2011/12 si propone ai docenti di lavorare con le classi sull’art. 3 nel quale confluiscono problemi di integrazione razziale, di religione, di uguaglianza, di pari opportunità; ma ci piace segnalare anche il 2012 quale anno europeo per l’invecchiamento attivo e la solidarietà tra le generazioni, così come porre attenzione alle cosiddette feste laiche, al contesto storico che portò alla loro nascita e alla successiva celebrazione.

Tutto ciò nella convinzione che possa essere una strada utile, non solo per far vivere i principi e i valori della Costituzione, ma per far crescere una solida e diffusa educazione alla cittadinanza

Troverete tutte le informazioni del bando negli allegati e nel sito del Cidi.

Lo scorso anno le classi vincitrici hanno ricevuto una medaglia come riconoscimento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e la stessa cosa avverrà quest’anno

Inoltre il concorso può essere occasione per organizzare iniziative su questo tema al fine di supportare meglio i colleghi.

Affettuosi saluti

Margherita D’Onofrio

ALLEGATI

Che fine ha fatto la scuola del curricolo?

novembre 26, 2011 in Attività associazione, Dal Presidente, Segnalazioni by Carlo Columba

Presentazione del libro di Maurizio Muraglia, ecco la locandina!

locandina della presentazione del libro "curricolo" di Maurizio Muraglia

Voltare pagina

novembre 8, 2011 in Dal Presidente by Maurizio Muraglia

Carissime iscritte e iscritti al CIDI,

scusandomi per il ritardo, mi corre l’obbligo della lettera bimestrale, e questa non può che ricollegarsi a quella scrittavi in prossimità del seminario del 26 ottobre, che si è svolto al “Galilei”.

Posso dire che l’iniziativa (potete vedere le foto nel post che precede questo) è stata, a mio parere, la più bella, la più intensa, la più qualitativa di quelle realizzate sotto la mia presidenza e con questo Direttivo. L’organizzazione è stata perfetta, tutto ha funzionato a meraviglia, i tre relatori mi hanno ripetuto che il livello è stato altissimo da parte di tutti. Il CIDI di Palermo veramente qui ha realizzato il massimo delle proprie possibilità nell’allestimento di un seminario di studi sulla scuola.

Era quello che speravo che accadesse, e cioè la massima realizzazione possibile che non desse alibi a nessuno, per dire la parola fine ad un’epoca del CIDI: 1983-2011. 40 presenze al mattino (magie dei permessi….), 23 al pomeriggio (quando incombono altre esigenze….), a fronte di una gigantesca macchina ideativa e organizzativa fatta di ore e ore di lavoro gratuito capace di produrre – come mi ha detto Chiesa – una visione della scuola di “rara lucidità”, non consentono di immaginare la prosecuzione di questa modalità di presenza del CIDI. Infatti, già da più di un anno prendo atto della generale indifferenza, salvo qualche sparuta eccezione, del mondo della scuola palermitano rispetto alle grandi questioni educative e didattiche che il CIDI è solito porre. Le vere questioni, quelle di fondo, non quelle che inseguono la normativa di questo o quel Ministro e che chiedono di “applicare qualcosa”.

L’impresa del CIDI ha senso finché c’è una domanda che rende plausibile un investimento di energie tale da dover intaccare i livelli familiari e professionali di coloro che lo pongono in essere. Questa domanda non c’è più o meglio c’è in forma residuale e occasionale, posposta a sottilissimi equilibri personali, familiari e professionali. Credo che ciò postuli la necessità di voltare pagina rispetto al tradizionale modo di essere del CIDI.

Faccio una breve riflessione per rendere meglio l’idea che lo “scoraggiamento” – termine impropriamente usato di questi tempi – non c’entra assolutamente nulla, perché qui il coraggio e la tenacia non mancano a nessuno.

Il CIDI è quella cosa che si chiama un’associazione. Ogni associazione ha una finalità statutaria. Nel caso del CIDI è quella di promuovere l’innovazione della scuola attraverso il rinnovamento e la qualificazione progressiva della professionalità docente. Per questo il CIDI ha sempre organizzato percorsi di formazione e aggiornamento sul territorio e presso le scuole. Per onorare il proprio compito, il CIDI si dota di organismi e di strutture organizzative formate da docenti che volontariamente donano tempo al servizio di questa mission. Si tratta di una mission democratica, riconosciuta formalmente dallo Stato.

L’implicito di tutto questo era chiaro ed evidente fino all’inizio di questo decennio. Era il desiderio degli insegnanti di poter disporre dei benefici di un’associazione professionale deputata alla formazione e all’aggiornamento. Implicito necessario, decisivo, fondativo. L’associazionismo professionale è una risposta al bisogno professionale di formazione in servizio. Nell’ultimo decennio, questo bisogno si è via via affievolito, fino a diventare residuale o a scomparire del tutto. Le ragioni sono note a tutti. A distruggere il desiderio di formazione degli insegnanti della scuola pubblica sono stati due fattori antichi concomitanti, reciprocamente interagenti e aggravatisi nell’ultimo decennio: la brutta politica scolastica e la pigrizia intellettuale della grande maggioranza degli insegnanti italiani per la quale la scarsa retribuzione è solo un alibi. Fino ad ora l’associazionismo professionale era stato al servizio di una minoranza volenterosa ed intellettualmente attiva e questo ne giustificava l’esistenza. Il dato veramente nuovo, di questi ultimissimi anni, è il progressivo dissolversi anche di quella minoranza virtuosa, e con essa, a questo punto, della ragione di esistenza di un associazionismo professionale che sia al servizio delle istanze innovative da essa promosse.

Questa è la riflessione che personalmente consegno agli iscritti del CIDI, ivi compresa la squadra del Direttivo. L’associazionismo professionale, come l’ho conosciuto io a partire dal 1995, è diventato una continua ricerca di appeal per docenti disinteressati, distratti o impegnati altrove, una rincorsa disperata al mese più comodo, al giorno più comodo, all’orario più comodo, al luogo più comodo. La formazione ha assunto le sembianze del consumismo perché i docenti sono cambiati. Non possiamo più inseguire, amici miei, tanti colleghi frettolosi e distratti, anche perché a forza di inseguire si rischia di perdere di vista il proprio spazio professionale. Giunge il tempo in cui bisogna tornare a volersi bene.

Un saluto affettuoso

Maurizio Muraglia

Riprendiamoci la scuola!

ottobre 28, 2011 in Attività associazione by Maurizio Muraglia

Ecco le foto del seminario.

by admin

“CIDI PALERMO NEWS” in breve dal mondo della scuola ANNO VI N. 1 del 15.10.11

ottobre 16, 2011 in Attività associazione, newsletter by admin

Sommario

Didattica e apprendimento:

1.   A scuola di integrazione: inclusione, handicap, sostegno. AAVV (leggi editoriale)

2.   Crossmedialità e apprendimento, di I. De Maurissens e S. Panzavolta (leggi articolo)

3.   Steve Jobs, ovvero la tecnologia dell’immaginazione di M. Fierli (leggi articolo)

Iniziative del CIDI:

1.  “Riprendiamoci la scuola CIDI di Palermo, 26 ottobre 2011, Liceo Galilei. Intervengono B. Bagni, P. Blandano, A.M. Catalano, F. Palumbo, P. Ceraulo, G. Cerini, D. Chiesa, M. Muraglia. (locandina)

La “salute” della scuola italiana:

1.   Indagini internazionali, rapporto sulla terza indagine IEA sulla “Educazione civica e alla cittadinanza” (rapporto sull’indagine)

2.   INVALSI, rilevazione degli apprendimenti a.s. 2010-11, gli esiti dell’indagine (esiti dell’indagine) (sintesi sui risultati)

Utile sapere che:

1.   Sicilia, i nuovi istituti comprensivi non devono avere 1.000 alunni (leggi articolo)

2.   MIUR, pubblicate le linee guida per l’educazione alimentare nella scuola italiana (linee guida)

3.   Diritto allo studio: non valgono i corsi on-line (parere dell’ARAN) (leggi circolare)

4.   Concorso DS, da lunedì 17 ha inizio la correzione dei test (avviso FORMEZ)

CIDI Palermo News vi dà appuntamento al 1^ Dicembre

Riprendiamoci la scuola!

settembre 30, 2011 in Attività associazione by Maurizio Muraglia

Seminario di studi per dirigenti e docenti

26 ottobre 2011 ore 9-18,30 Liceo Galilei

Scarica la Locandina

Lettera di Maurizio Muraglia a tutti gli iscritti

agosto 29, 2011 in Dal Presidente by Maurizio Muraglia

Carissime iscritte e iscritti al CIDI,

il sistema della pubblica istruzione in Sicilia risulta fortemente penalizzato dalle norme finanziarie emanate a luglio dal Governo nazionale (Legge 111/2011). Uno studio dell’ASAS (Associazione delle scuole autonome della Sicilia) ci permette di valutare come un vero e proprio bollettino di guerra l’impatto che l’art.19 di quella legge avrà sulla scuola siciliana. L’accorpamento delle scuole elementari e medie in istituti unici (detti comprensivi) e l’impossibilità, per scuole con meno di cinquecento alunni, di avere un preside titolare (saranno governate dal preside di un’altra scuola) determinerà la diminuzione delle scuole dalle attuali 1.146 a 780. Sempre secondo lo studio citato, “l’organico dei dirigenti scolastici passerà dagli attuali 1.146 a 657, per effetto della reggenza obbligatoria nelle scuole con meno di 500 studenti e dell’accorpamento degli istituti comprensivi. I vicari con esonero o semiesonero passeranno dagli attuali 390 a 246. L’organico dei Direttori dei Servizi Amministrativi passerà dagli attuali 1140 a 780. L’organico dei docenti passerà da 76.934 a 65.200 con la perdita di 11.734 posti di lavoro. L’organico del personale ATA passerà da 24.107 a 22.100”.

La giunta del Governo regionale ha deciso di impugnare questa norma davanti alla Corte costituzionale perché il comma 4 dell’art. 19 violerebbe gli articoli 14 e 17 dello Statuto speciale per la Sicilia che attribuiscono alla Regione competenza legislativa primaria alla Sicilia in materia di scuola elementare e competenza concorrente in materia di scuola media e universitaria. Non è la prima volta che la Regione Sicilia contesta le leggi nazionali in materia di istruzione. Occorrerebbe però comprendere fino in fondo, e fin qui non è stato facile, quale livello di continuità politica, sul tema dell’istruzione, esista tra il nostro maggiore ente locale e il Governo nazionale.

Questa premessa serve a delineare uno scenario pesantissimo per la nostra scuola. Possiamo a buon diritto parlare di un vera e propria devastazione cui tutti i soggetti interessati all’impresa educativa sono costretti ad assistere impotenti. Né partiti dell’opposizione, né sindacati, né associazioni dei dirigenti, degli insegnanti, degli studenti o delle famiglie sembrano avere titolo per arginare lo tsunami che si abbatte sulle nostre istituzioni scolastiche. La distratta opinione pubblica siciliana avrà un brusco risveglio quando, da metà settembre, constaterà il day after innescato dai tagli: presidenze senza presidi, personale di segreteria ridotto all’osso, inefficienza generale e, quel che è peggio, demotivazione diffusa in coloro che devono prendersi cura dei nostri figli. Viene in mente, mutatis mutandis, il titolo del famoso libro di Primo Levi: I sommersi e i salvati. Un’enorme quantità di soggetti e di realtà sommersi, cancellati, dichiarati illegittimi, che non può lasciare indifferenti i (momentanei?) salvati. Ma sui salvati occorre fare una riflessione, a pochi giorni dal loro raduno nelle scuole. Quale sarà il loro atteggiamento? Che uso faranno della loro “salvezza”? Parliamone.

Le ragioni che inducono a pensare che i salvati debbano prepararsi ad una loro peculiare forma di resistenza non sono riconducibili ad un mero calcolo egoistico (“può accadere anche a me”), ma ad una più profonda ragione civica e pedagogica. Si pone la questione di una resistenza intelligente, capace di far sentire la propria voce con energia, costanza, competenza. Una resistenza che per essere intelligente non può tenere separati i cinque principali contingenti della scuola: dirigenti, docenti, amministrativi, studenti e famiglie. Guai a guardare le cose in modo corporativo, docenti contro dirigenti, docenti contro famiglie, studenti contro dirigenti e via discorrendo. Per far questo occorre creare nelle scuole momenti assembleari plurirappresentati di consapevolezza condivisa attraverso un compattamento interno delle risorse intellettuali e materiali. Le scuole poi tra di loro devono fare rete. E’ importante che sorgano comitati interscolastici di discussione e di elaborazione di documenti da far girare in rete e tra i media. Così come è importante che vengano utilizzati tutti gli strumenti comunicativi possibili per evidenziare il disagio, l’indignazione, la non assuefazione a questa logica distruttiva.

Ma la cosa più importante di tutte è un’altra. Ed è che la scuola sappia farsi carico della resistenza e della protesta  rimanendo scuola. Questo, a mio parere, dev’essere il salto di qualità cui sono attesi i salvati. Il più grosso errore strategico sarebbe infatti quello di far saltare l’impresa educativa quotidiana per sostituirla con la protesta. Il classico marito che per fare un dispetto alla moglie si castra. Abbiamo già assistito da anni a questo velleitarismo inutile e dannoso. Vandalizzare le scuole per difenderle, diminuire i giorni di scuola per difendere il diritto allo studio,  aprire stagioni tristissime di vita scolastica in cui, a partire dalla fine di novembre, i dirigenti stanno chiusi nelle loro presidenze, i docenti bivaccano nelle sale professori e gli studenti stanno per terra nei corridoi pur di non entrare in classe. Quanto queste forme di pseudoresistenza abbiano giovato alla scuola negli ultimi anni è sotto gli occhi di tutti.

Occorre uscire dalla ritualità che finisce per rendersi complice di coloro che assediano la cittadella. Quando la scuola cessa di essere scuola e diventa bivacco per chi non può dirigere, non può insegnare e non può imparare, essa non ha alcuna speranza di porre in essere una protesta credibile, che è quel che oggi serve. Per questo i salvati, oggi, hanno la grande responsabilità, proprio per attestare la loro solidarietà nei confronti dei sommersi, di attivare una resistenza ferma ma intelligente, in cui il sit-in, il corteo, l’indignazione non debbano mai mancare, ma non possano mai surrogare il presidio della cittadella assediata. La cittadella, per quanto bombardata, va presidiata sempre, perché è proprio essa il luogo che ci appartiene veramente e in cui avviene la gestazione intellettuale e morale della protesta. L’illusione di abbandonare la cittadella al suo destino sostituendovi la piazza può diventare letale anche per i momentanei salvati. Le piazze saranno più credibili quando saranno l’esito di un’elaborazione e di una decisione che sorge dal luogo naturale dell’elaborazione e della decisione, che è la scuola. Quando gli studenti diranno che “la scuola è nostra”, tutti gli insegnanti dovranno, anche a muso duro, spiegar loro che ad essere “loro” è la scuola come luogo dell’intelligenza e dell’elaborazione, non come edificio. Ma nel dir questo gli insegnanti devono saper essere coerenti, perché l’intelligenza e l’elaborazione dipendono dal loro insegnamento.

Questo vuol dire che la scuola – la scuola dei salvati – potrà dire una parola forte solo ed esclusivamente se saprà ospitare nelle proprie aule anche la riflessione, culturalmente qualificata, sulle ragioni dell’assedio e sulle ragioni della resistenza all’assedio. Se saprà recuperare alla propria didattica anche il pensiero sulla scuola di un Calamandrei, di un Gramsci, di un Milani, di un Dolci, di tutti coloro che hanno ragionato di istruzione pubblica e democratica. Si pratichino e si insegnino – si “inculchino”, verrebbe da dire – in classe i fondamentali della convivenza democratica. L’attrezzatura culturale per riempire di significato le parole urlate dai megafoni possono darla solo insegnanti che sono capaci di restituire alla scuola la propria naturale funzione di laboratorio culturale e civico perché si ostinano a non considerare l’ignoranza un diritto.

E’ invece proprio la scuola del nozionismo pedante e privo di cornice civica, del ripetere senza comprendere, dello spiegare ad alunni addormentati, del “ti metto due se non sai…”, che giustifica la chiusura delle aule a favore della piazza. Errore fatale. Vera sconfitta, questa sì, della scuola, in cui gli assedianti sperano con tutte le loro forze. Gli insegnanti che vogliono esercitare la loro responsabilità di salvati sono chiamati a comprendere in profondità la necessità di una resistenza e di una protesta intelligenti per stipulare un’alleanza formativa con tutti gli studenti ben prima che tra questi ultimi, com’è avvenuto purtroppo in questi anni, prevalgano le minoritarie ma seduttive schiere natalizie dei fiancheggiatori degli assedianti, mascherati da difensori della cittadella.

Riprendiamoci la scuola è il motto di quest’anno. Il motto del CIDI di Palermo. Questo sarà il titolo del nostro raduno del 1° ottobre, di cui presto riceverete il programma. Ci sarà Domenico Chiesa, ci sarà Giancarlo Cerini, ci sarà Giuseppe Bagni e altri soggetti locali impegnati nella trincea dei tagli. Ci sarete anche voi. Non posso dubitarne: è un sabato, mattina e pomeriggio. Al mattino attingerete ai 5 giorni dell’aggiornamento, ancora intonsi.

Al pomeriggio…tutti insieme. Senza alibi, perché le scuole sono chiuse.

Un carissimo auspicio di inizio di anno scolastico.

by admin

Le buone pratiche della scuola

luglio 15, 2011 in Attività associazione by admin

Il CIDI di Palermo vuole avviare una tradizione volta a rendere visibili le esperienze didattiche più significative degli insegnanti di ogni ordine e grado. Per questo l’associazione ha in cantiere un’iniziativa seminariale dal titolo “Curricolo e buone pratiche” che potrebbe costituire il primo passo in questa direzione. L’iniziativa è prevista per la prima decade di ottobre ed è un modo per riaffermare professionalmente la vitalità della nostra scuola.
Per ufficializzare l’iniziativa, tuttavia, è bene fare una ricognizione del campo. Invitiamo quindi tutti gli insegnanti a dichiarare la propria disponibilità a presentare (in 20 minuti-mezz’ora) un’esperienza didattica realizzata con bambini o ragazzi. Non si parla qui di chissà quali prodotti scientifici. Quel che conta è presentare un percorso che abbia una sua sensatezza, di cui è possibile esplicitare le finalità formative e i passaggi metodologici per stimolare un confronto.
Occorrerà, entro il 31 luglio p.v., inviare un breve resoconto dell’esperienza, chiarendo l’ordine di scuola e la disciplina insegnata. Tale comunicazione deve essere inviata alla mail del CIDI (cidipalermo@virgilio.it). Verificate le disponibilità, valuteremo la fattibilità dell’iniziativa e daremo conferma sul luogo e sulla data della stessa.
 

by admin

Giuseppe Bagni – Aprire le finestre …

luglio 13, 2011 in Attività associazione, Segnalazioni by admin

Sulla rivista “Insegnare”, edita dal Cidi nazionale, è apparso il primo editoriale a firma del nuovo presidente nazionale: Giuseppe Bagni. Ci è particolarmente gradito segnalarlo e linkarlo.

Giuseppe Bagni – Aprire le finestre …

by admin

“CIDI PALERMO NEWS” in breve dal mondo della scuola ANNO V N. 5 del 01.06.11

luglio 4, 2011 in newsletter by admin

“CIDI PALERMO NEWS”
in breve dal mondo della scuola
ANNO V  N. 5 del 01.06.11

Sommario

Didattica e apprendimento:

1.    Competenze e Ambienti di apprendimento, di S. Tagliagambe (leggi articolo)

2.   “Programmare” e “insegnare” per le competenze, di M. Tiriticco (articolo programmare) (articolo insegnare)

3.   Un uso appropriato e coordinato dei Blocchi Aritmetici Multibase e dell’Abaco, di D. Lenzi (leggi articolo)

4.   Insegnanti di fronte alla sfida del cambiamento: nuovi tempi, spazi e modi di fare scuola (atti seminario ADI sulla professionalità docente)

Opinioni in evidenza:

1.   “Sulle assenze degli studenti”, primo intervento di Beppe Bagni, nuovo Presidente nazionale del CIDI.  (leggi articolo)

Esami di Stato e scrutini:

1.   Emanata la circolare sugli esami di Stato del I ciclo (leggi articolo)

2.   Guida agli esami di Stato nella secondaria (leggi articolo)

3.   Guida agli scrutini nella scuola secondaria di I e II grado (leggi articolo)

Il fatto:

1.   Studenti in “bermuda” respinti all’ingresso a scuola chiamano la polizia (leggi articolo)

Utile sapere che:

1.   Permessi retribuiti, nessuna discrezionalità da parte del Preside (leggi articolo)

2.   Una proposta di legge per punire i proff. che fanno politica in classe (leggi articolo)

3.   Stato giuridico dei docenti: proposta di legge contro i proff. fannulloni (leggi articolo)

4.   Concorso Dirigenti scolastici: i test si faranno (leggi articolo)

5.   Il dialetto siciliano diventa materia obbligatoria (leggi articolo)

6.   Concorso DS in Sicilia del 2004, al via la procedura di rinnovazione (leggi articolo)

7.   In vista del referendum: per un voto consapevole, un “Bignami” sull’elettronucleare (leggi articolo)

8.   La Gelmini annuncia: un “superdiploma” per combattere la disoccupazione giovanile (leggi articolo)

CIDI Palermo News vi augura buone vacanze!